Il territorio di Narbolia

Il territorio comunale di Narbolia occupa la parte sud – occidentale della nostra area, dove la fascia del Montiferru meridionale si apre verso il mar Mediterraneo. È prevalentemente collinare, ma presenta anche una porzione meridionale pianeggiante e alcune aree con caratteristiche peculiari come le zone di Cadreas e soprattutto l’area desertica costiera di Is Arenas, dove per arginare il fenomeno di desertificazione venne impiantata, durante gli anni Cinquanta del Novecento, una vasta pineta che ha trasformato notevolmente il paesaggio di questo tratto di costa. Nonostante questo alcune parti dell’originario deserto si possono ancora osservare tra le località Is Ariscas e Is Ariscas bellas, con dune sabbiose alte anche cinquanta metri. Il territorio di Narbolia è certamente abitato stabilmente sin dal Neolitico medio, come testimonia la nota statuina femminile di “dea madre” in stile volumetrico rinvenuta in località Su Anzu, e in seguito nelle fasi successive del Neolitico recente, come attestano i siti di Funtana e Figu e le domus de janas documentate in località Campu Darè. Ma è in età nuragica che questo territorio assume caratteristiche che ne fanno una delle aree a più alta densità monumentale di tutta la Sardegna. Vi è una sola testimonianza di nuraghe arcaico a corridoio e pochissimi nuraghi a tholos semplici, mentre sono numerosi e altamente rilevanti dal punto di vista strutturale i nuraghi di tipo complesso, ad addizione frontale, ad addizione laterale, di tipo trilobato e quadrilobato. Solo per citarne alcuni: nuraghe Tunis, nuraghe Araganzola, nuraghe Zoddias, nuraghe Tradori, nuraghe Procus (quadrilobati), nuraghe Madavò, nuraghe Erba Caggius, nuraghe Lande (trilobati). Di grande interesse è la struttura denominata Sa Muralla, nel centro storico del paese; si tratta di un grande nuraghe di tipo complesso riadattato e riutilizzato nei periodi successivi sino al medioevo. Le testimonianze funerarie della civiltà nuragica sono ugualmente di grande rilievo, infatti in questo territorio è stata documentata una vera e propria necropoli costituita da un raggruppamento di tombe dei giganti che non ha eguali in tutta l’isola. Si tratta delle 7 tombe dei giganti ubicate a breve distanza l’una dall’altra tra le località Campu Darè, Funtana e Pira e Caratzu, edificate in un’area già interessata dalla presenza di strutture funerarie sin dal Neolitico recente. Numerosi sono anche i villaggi che si sviluppano attorno ai nuraghi, ma anche, in alcuni casi, autonomamente da essi. Il territorio di Narbolia ha restituito, inoltre, importantissimi reperti relativi alle fasi più tarde della civiltà nuragica. Merita una menzione la scultura in calcare a forma di testa umana recuperata da un pozzo in località Banatou. La testa, sebbene danneggiata, presenta caratteristiche che suggeriscono confronti con le note statue di arcieri e pugilatori di Monte Prama (Cabras). Il territorio restituisce numerosi reperti ascrivibili ad ambito fenicio e, successivamente, punico. Grande rilevanza hanno gli insediamenti che si sviluppano in età romana, tra questi alcuni insediamenti produttivi tipo villa urbano – rustica, con ambienti di pregio muniti di terme, come nei siti di Su Anzu e Sant’Andrea di Pischinappiu. In quest’ultimo caso le strutture termali sono state trasformate in chiesa cristiana in età altomedievale. Durante il medioevo il centro denominato Nurabulia crebbe di importanza e nei suoi pressi si svilupparono anche i villaggi di Tune (presso il nuraghe Tunis) e di Mura, di cui sono osservabili i ruderi della chiesa dedicata a S. Andrea, nota come Sant’Andria de Mura.

Giuseppe Maisola

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